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We are in Social
26 maggio
2016

Categoria

idee e proposte


Autore

Isa Albano

ripensare le politiche sociali a Minturno

Toccando con mano la realtà sociale e sanitaria del nostro territorio (mi occupo di assistenza domiciliare, RSA, hospice, PUA, progetti riabilitativi ex art. 26 e collaboro con l’Ufficio Protesi del Distretto), ho potuto constatare la presenza di una serie di problemi legati all’assenza di risorse sia sociali che umane e finanziarie, con evidente ripercussione negativa sulle problematiche esistenti.
Troppo spesso ho trovato situazioni di totale abbandono (da parte della famiglia in primis e delle istituzioni poi) di anziani soli, senza sostegno economico e morale, per i quali l’unica prospettiva era l’inserimento in una struttura per cercare di attutire il problema dell’assenza di un care giver di riferimento, ma soprattutto mancanza di volontà nella ricerca di soluzioni alternative.

Disabili giovani e meno giovani che si affannano nell’inseguire una burocrazia che taglia sempre più risorse e nega quindi la possibilità di una vita quantomeno dignitosa. Giovani reclusi in casa per assenza di lavoro e soprattutto di stimoli ad andare avanti. Madri che si barcamenano per trovare un’occupazione con il costante problema dell’accudimento di figli minori e anziani non autosufficienti.
Il Welfare State forse non esiste più, ma noi dobbiamo attuarlo nel nostro piccolo mettendo in moto la macchina organizzativa.

Innanzitutto, alla luce dei miei 13 anni di esperienza nell’assistenza sociale, ritengo che oggi il problema dei cittadini in maggiore difficoltà può essere meglio affrontato a livello locale con l’istituzione di un Osservatorio dell’anziano e della disabilità, formato da personale esperto che sappia accompagnare il cittadino verso l’innumerevole varietà di servizi offerti presenti sul territorio, di cui purtroppo spesso non si ha perfetta conoscenza. Lo scopo di tale osservatorio sarebbe quindi l’orientamento ai servizi e lo snellimento della macchina burocratica, attraverso la conoscenza e la diffusione di un sistema informatico.

Altre iniziative sono possibili in ambito comunale, senza dover prevedere capitoli di spesa onerosi e difficilmente gestibili:

  • la redazione di un elenco di operatori estrapolati dalla lista dei disoccupati, affinché siano formati per operare nel sociale a vario titolo;
  • l’individuazione di spazi di aggregazione in strutture esistenti e inutilizzate, con l’aiuto delle associazioni pubbliche e private presenti;
  • la creazione di uno spazio adibito a convegni, dibattiti, laboratori e terapia occupazionale, per favorire il processo di acculturazione di giovani e meno giovani;
  • l’istituzione di uno “spazio aperto” con il Comune ed i suoi rappresentanti per l’accoglimento delle proposte e la partecipazione attiva dei cittadini;
  • la revisione e correzione di una rete di assistenza domiciliare comunale, ricalibrata sulle esigenze delle persone.

Per queste mie idee e proposte, ho scelto di impegnarmi in queste prossime elezioni. Lo farò al fianco di Gerardo Stefanelli, perché credo sia una persona con la quale si può parlare, ragionare e costruire qualcosa di buono qui a Minturno.
So che alcune di queste idee potranno concretizzarsi. Non vogliamo più subire le scelte infelici di altri, ma vogliamo essere promotori di un cambiamento.
Ce lo chiedono in tanti, soprattutto tra i più deboli e quelli che non hanno visibilità.




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