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15 maggio
2016

Categoria

idee e proposte

Tag


Autore

Gennaro Orlandi

Minturno per i Giovani…

Ti abbiamo visto in conferenza stampa al fianco del candidato sindaco Maurizio Faticoni, avversario di Gerardo Stefanelli e quindi tuo avversario. Come mai?

“Perché a volte penso che “metterci la faccia” sia davvero importante. E quanto è successo negli ultimi giorni mi ha davvero impressionato negativamente. D’accordo con Gerardo, sono andato in rappresentanza di Minturno Cambia e della nostra coalizione per manifestare la nostra solidarietà da cittadini di Minturno. Al di là degli steccati politici, è giusto che in una campagna elettorale dai toni un po’ troppo accesi, si sia pronti ad unirsi e fare fronte comune per denunciare episodi che non appartengono a questa città. Naturalmente ciò non significa che abbiamo qualcosa da condividere politicamente con quel progetto politico. Gerardo è stato molto chiaro sul punto: nessun accordo con altre forze politiche, né ora, né nel ballottaggio.”

Sei tra i candidati giovani di questa tornata elettorale. Ma com’è oggi essere giovani a Minturno?

“Innanzitutto, non è facile. Anche perché non siamo in tanti. Molti miei coetanei tornano qui solo per qualche weekend o nei mesi estivi. La maggior parte di noi ha dovuto lasciare il paese, spesso non per scelta ma per pura necessità. Qui infatti il lavoro è poco e chi ne ha possibilità e voglia cerca soluzioni altrove. Qui infatti il lavoro è poco e chi ne ha possibilità e voglia cerca soluzioni altrove.”

E quelli che invece restano a Minturno?

“Tutti quelli che restano a Minturno vivono una città che non li considera abbastanza. Mancano dei centri di aggregazione in cui i ragazzi possano socializzare ed essere impegnati, anche svagandosi, in maniera costruttiva. Le poche iniziative in tal senso, nate dalla buona volontà di cittadini e associazioni o dall’impegno sociale della Chiesa, non bastano a garantire una “offerta” sufficiente.
Come conseguenza, tanti, troppi vivono la propria gioventù sulla strada, e la strada di oggi non è più quella dei nostri genitori. Oggi è molto più pericolosa… è molto più facile “perdersi” e diventare un problema per la comunità, invece che una sua risorsa”

C’è qualcosa che la politica può fare per questo disagio giovanile?

“Noi a questo non vogliamo abituarci, e pensiamo che l’unica arma di una collettività in tal senso sia l’investimento nella cultura, intesa a tutto tondo.
Le nostre proposte al riguardo abbracciano infatti:
– la Cultura della Conoscenza, con l’apertura di una biblioteca comunale e di uno o più centri polifunzionali (teatro, musica, arti figurative, …) da “impiantare” in strutture inutilizzate di proprietà del comune, garantendo i servizi minimi e facendo leva sull’apporto delle associazioni e sulle donazioni dei cittadini (libri e video, supporti e hardware informatici, strumenti musicali, ecc.);
– la Cultura dello Sport, con investimenti in supporto delle iniziative e delle associazioni impegnate specificamente nello sport amatoriale giovanile, cercando anche di valorizzare gli sport minturnesi per tradizione (pallavolo, basket e calcio) e vocazione (vela e sport del mare);
– la Cultura della Comunità, con un programma di piccoli eventi da istituire in collaborazione con gli attori sociali presenti sul territorio, al fine di ricostruire a Minturno un senso di comunità e di appartenenza che vada ben oltre il campanilismo sportivo o quello, francamente incomprensibile, di quartiere.”

Una proposta che senti particolarmente “tua”?

“Se un domani avessi la possibilità di dire la mia, o meglio la nostra, il mio impegno sarà rivolto in prima istanza alla partecipazione di Minturno al progetto/esposizione “Memorie Urbane”. È una suggestiva e a suo modo davvero geniale iniziativa che ha portato negli scorsi anni diversi centri a noi vicini, Gaeta per prima, a “sfruttare” le opere di giovani artisti della street art, spesso nomi di primissimo livello nel panorama artistico internazionale,  per riscoprire e recuperare aree abbandonate del tessuto urbano (a costi irrisori).
Perché con le “bombolette” si può anche abbellire un paese, anche se noi non ci siamo abituati.”



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