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02 giugno
2016

Categoria

idee e proposte

Tag


Autore

Daniele Sparagna

2 Giugno, buon compleanno Repubblica!

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Buon compleanno Repubblica!
Oggi è il 2 Giugno e questo è l’articolo 114 della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana.
La Carta su cui si fondano i nostri principi di “Popolo”.

Ma, a ben vedere, la storia politica minturnese degli ultimi venti anni appare come la manifestazione di un popolo conservatore, implicitamente monarchico. La sua scelta infatti è stata da sempre mirata all’uomo e non alle idee, la sua ricerca sempre finalizzata ad una fiduciosa e continuativa delega a favore del Deus Ex Machina.

Nel 2012 i Minturnesi hanno scelto di delegare, ancora. Ed è andata com’è andata.
Ma dal 2012 ad oggi qualcosa è cambiato.
Perché l’ultimo dei sindaci-monarchi è andato (volontariamente) in esilio?
Forse… ma non solo.

Qualcosa è cambiato perché proprio nel 2012 (la profezia Maya?) per la prima volta abbiamo visto i “ragazzi” della mia generazione emanciparsi dagli schemi precostituiti e provare a mettersi in gioco davvero. Per la prima volta abbiamo sentito slogan e programmi da XXI secolo, abbiamo visto più confronti in piazza che in case private, più partecipazione dal basso e meno disposizioni dall’alto.

Per la prima volta siamo, ne sono convinto, cresciuti.
E ne sono convinto per diversi motivi.

Perché oggi in campagna elettorale sentiamo nostri concittadini (in questo frangente avversari) trattare gli stessi temi “chiave” che qualche anno fa provocavano in tanti scherno e sorrisetti ironici. La “visione” della Bandiera Blu, la valorizzazione dell’associazionismo e dei comitati cittadini, la revisione della “macchina amministrativa”, il branding turistico, l’attenzione ai finanziamenti Europei… solo per citarne alcuni.

Ne sono convinto perché oggi su sette candidati sindaco a Minturno, quattro hanno circa 40 anni. Avranno anche idee diverse, ma di certo condividono un vissuto similare e un certo modo di vedere il mondo che è proprio di ogni singola generazione.

Infine, ne sono convinto perché negli sguardi, e soprattutto nelle parole di tanti Minturnesi che ho incontrato in questa campagna elettorale non c’è stata la richiesta di fare qualcosa per sé e per i propri interessi. Per la prima volta, c’è stata la richiesta e l’invito a Fare. Fare qualcosa di buono.

La verità è che in 4 anni di impegno politico e di opposizione attenta abbiamo portato nelle istituzioni e nelle piazze di Minturno dei temi mai prima affrontati, contribuendo ad innalzare il livello della discussione politica nella nostra città. E, oggi lo so, nella coscienza di sé del “popolo” minturnese.

Anche a Minturno, è tempo di Repubblica.

Minturno Cambia con Stefanelli sindaco (non Re) e con l’aiuto di tutti voi cittadini di Minturno e della Repubblica.
Perché solo Insieme Cambiamo Minturno.

 



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